article marketing
A COSA SERVE L’ARTICLE MARKETING?
23 maggio 2017
Mostra tutto

LINK BUILDING 2017 – COS’E’ E PERCHE’ FUNZIONA ANCORA

link building

Lo scenario che vede coinvolti blogger, copywriter, aziende, web master e tutti coloro che operano sul web alla continua ricerca di tecniche SEO efficaci è davvero interminabile. Oggi la necessità di inventarsi strategie vincenti in termini SEO, può davvero fare la differenza. Forse è anche per questo motivo che tutti cercano di attuare tecniche di link building sempre più efficaci ma, nel 2017, serve ancora fare link building? Cerchiamo di capirlo…

Cos’è la link building

Prima di tutto, è necessario conoscere la differenza tra SEO ON PAGE e SEO OFF PAGE. E’ di facile intuizione capire che quando parliamo di SEO ON PAGE ci riferiamo a tutte quelle tecniche di ottimizzazione che eseguiamo sul nostro sito, blog o forum, come ad esempio l’utilizzo di specifiche parole chiave, i titoli, le meta description ecc. Quando parliamo di SEO OFF PAGE, invece, ci riferiamo a tutte quelle strategie di ottimizzazione che non è possibile eseguire in modo diretto dal nostro blog o sito web, ma solo esternamente ad esso. Una fra tutte le strategie SEO OFF PAGE è proprio la link building che ha lo scopo di riuscire ad ottenere dei link in ingresso provenienti da altri siti.

A cosa serve fare link building

Si tratta, con molta probabilità, della strategia più utilizzata per cercare di posizionare un sito web nelle prime pagine dei motori di ricerca. Questo perché l’algoritmo che Google utilizza per restituire i risultati di una ricerca, dà molta importanza ai backlink che una pagina web riesce ad ottenere.

In parole semplici, se un sito web riceve backlink (link entranti) da altri siti, questo acquisisce una sorta di autorevolezza agli occhi di Google e quindi ne trae beneficio in termini di posizionamento sul motore di ricerca più utilizzato al mondo.

La link building dei brutti anni e i provvedimenti adottati da Google

Inizialmente, tutti gli esperti di posizionamento cercarono di escogitare strategie che potessero ingannare l’algoritmo di Google, traendo quindi molti benefici dalla link building. Non era difficile, cercando in rete, imbattersi in una SERP (Search engine results page) falsa, ritrovandosi a cliccare su siti che non presentavano alcun buon contenuto o che semplicemente non avevano nulla a che fare con la query di ricerca digitata.

Questo accadeva perché fino a pochi anni fa andava avanti la feroce pratica di inserire link in entrata ovunque ce ne fosse la possibilità: nei commenti, nei forum, creando pagine intere di link o nascondendoli nei codici, insieme a tante altre pratiche che prendono il nome di Black Hat SEO. Tutto ciò aveva il solo scopo di alterare i risultati dei motori di ricerca favorendo, quindi, il sito che utilizzava tale pratica.

Arrivati a questo punto, divenne quindi un obbligo di Google intervenire per tutelare gli utenti e rimediare alla situazione. Fu così che nel 2012 venne scritto un nuovo algoritmo che prende il nome di Penguin.

Il nuovo algoritmo contro la link building

Lo scopo principale del nuovo algoritmo di Mountain View era quello di smascherare tutti i siti che facevano utilizzo di queste pratiche scorrette e penalizzarli. Inoltre, Google cominciò a misurare il peso dei link dando meno importanza a quelli provenienti dai siti di guest post, dalle directory, dai commenti, dalle sidebar, dal footer e così via. Per finire, venne inserito anche un criterio di correlazione (o similitudine) grazie al quale i link provenienti da siti che trattavano la stessa tematica del sito di destinazione, erano visti in modo diverso e quindi venivano valutati dandogli maggiore importanza.

Questo grande aggiornamento prosegue ancora oggi tramite periodici rollout del Penguin alla quale sono stati successivamente aggiunti miglioramenti come l’algoritmo RankBrain che permette a Google di presentare risultati di ricerca ottimizzati, riuscendo ad apprendere automaticamente quali sono i risultati che l’utente si aspetta. In questo modo qualsiasi sforzo di creare link in entrata non pertinenti viene subito vanificato.

A questo punto, in molti hanno iniziato a chiedersi se fare link building sia ancora efficace nel 2017 e soprattutto in che modo farlo senza andare incontro a penalizzazioni da parte di Google.

Cosa funzionerà nel 2017

Oggi, al contrario di quanto sostengono in molti, è ancora possibile fare link building in modo onesto. I benefici non sono più quelli di una volta ma in termini di posizionamento tale strategia ricopre ancora un ruolo molto importante.

Bisogna scordarsi tutte le tecniche di Black Hat SEO e concentrarsi unicamente su una frase diventata ormai famosa: Content is King. Sì, perché è proprio grazie al contenuto di valore che sarà possibile creare ancora link in entrata rilevanti e utili.

In altre parole se volete ottenere dei backlink che possano davvero fare la differenza in termini di posizionamento, concentratevi sul creare articoli di qualità per il vostro sito web in modo che altri blogger, copywriter, web master e chiunque scriva articoli per il web, possa riutilizzarli come fonte di approfondimento per i loro prossimi scritti. Successivamente vi sarà possibile anche individuare blog simili al vostro e accordarvi per la stesura di un guest post con link dofollow che riporti al vostro sito.

Solo così sfrutterete la massima potenzialità della link building, riuscendo ad ottenere risultati importanti in termini di posizionamento e ottimizzazione SEO.